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Teatro e Salute Mentale

  • Immagine del redattore: Erica Zito
    Erica Zito
  • 5 giu 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 17 giu 2025

Aspettando dr. F è lo spettacolo, o meglio, la creatura che ho visto nascere e prendere forma durante i laboratori, dalle parole e i gesti di tutti gli attori e che, con grande orgoglio, è andato in scena al Teatro degli Atti di Rimini.
Aspettando dr. F è lo spettacolo, o meglio, la creatura che ho visto nascere e prendere forma durante i laboratori, dalle parole e i gesti di tutti gli attori e che, con grande orgoglio, è andato in scena al Teatro degli Atti di Rimini.

Nella mia attività di tirocinio presso il Centro di Salute Mentale di Rimini, ho avuto il privilegio di partecipare al progetto "Teatro e Salute Mentale" (consiglio la visita del sito "Teatralmente", per saperne di più, anche sui prossimi appuntamenti), grazie al mio tutor, nonché responsabile clinico del progetto sul territorio riminese: il dott. Andrea Parma.

Il titolo, forse, suggerisce già la mission di questa ambiziosa idea: promuovere l'espressività nei contesti di salute mentale attraverso il teatro, ambiente inclusivo per eccellenza.

In questi laboratori, così come durante gli spettacoli, non si fanno distinzioni tra operatori sanitari, teatrali e utenti: tutti fanno tutto. E credimi: da spettatori, non è possibile identificare chi è chi. Questo, sicuramente, è uno degli aspetti più affascinanti del progetto, perché, in realtà, non è diverso dalla vita quotidiana: si tende a pensare che ci sia un noi e un loro, ma non è così. Non esiste un confine, un segno distintivo, le persone sono persone ed è solo l'intensità della sofferenza a creare la categoria diagnostica, se così vogliamo chiamarla.

In questo progetto, per quanto riguarda il lavoro di Rimini, fondamentale è il ruolo di Alcantara (anche qui, vi consiglio di visitare il loro sito, per consultare quali sono i laboratori e gli spettacoli, nonché le numerosissime iniziative culturali) e, in particolare, del regista Damiano Scarpa e la drammaturga Anna Rita Pizzioli.

É proprio Damiano, con i suoi collaboratori Claudia e Marco, a portare avanti i laboratori, con professionalità e incredibile empatia; è capace di tirare fuori l'arte da ognuno, riuscendo a creare i personaggi dalle persone e non viceversa. Anna, poi, con estrema grazia e capacità, lega insieme le parole che gli attori regalano durante i laboratori, creando testi unici ed emozionanti.

Ovviamente, di estrema importanza è la presenza di un clinico, il dott. Andrea Parma, oltre a quella di operatori sanitari (infermieri ed educatori) che conoscono l'utenza e possono supportare l'attività, favorendone gli aspetti positivi.

Personalmente, come tirocinante in supporto al dott. Parma, ho potuto vedere e lavorare con persone che entravano nel progetto con un forte vissuto di sofferenza, spesso totalizzante, che nel corso dei laboratori sono riusciti a ridimensionare, creandosi uno spazio di libertà ed espressione, dove le loro risorse ed emozioni potevano essere valorizzate e trasformate in arte.

É davvero interessante il dialogo che si può creare tra psicologia e arte, un intreccio difficilmente spiegabile a parole, ma che si vive e si osserva durante quest'attività.



 
 
 

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